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f.a.q. - domande frequenti  

se non trovi risposte per il tuo quesito scrivi la domanda nel seguente modulo, ti risponderemo prima possibile!

 

 

Click quali sono gli iter autorizzativi necessari per la realizzazione degli interventi edilizi?

Click quali interventi possono essere realizzati liberamente?

Click quali interventi sono soggetti al permesso di costruire, alla SCIA e alla CILA?

Click come e quando posso variare la destinazione d'uso di una u.i.?

Click quando posso recuperare un sottotetto a fini abitativi? 

Click quando è certificabile l'abitabilità per i soppalchi?

Click quali sono le agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni?

Click quali sono le agevolazioni fiscali sul risparmio energetico?

Click quali autorizzazioni servono per il fotovoltaico?

 


Quali sono gli iter autorizzativi necessari per la realizzazione degli interventi edilizi?

Con il decreto “Scia 2” (D.Lgs 222/16), entrato in vigore l’11 dicembre 2016 si semplifica il panorama normativo riguardante gli iter autorizzativi necessari per la realizzazione degli interventi edilizi. La norma oltre ad intervenire sul Testo Unico dell’Edilizia (D.P.R. 380/01) eliminando la Denuncia di Inizio Attività (Dia), ora sostituita dalla Segnalazione certificata di inizio attività (Scia), e la Comunicazione di inizio lavori (Cil) contiene la tabella che, per ogni lavoro da eseguire, fa riferimento alla procedura autorizzativa relativa al titolo edilizio necessario. 

 

quali interventi possono essere realizzati liberamente? 

Non richiedono nessuna comunicazione preventiva in quanto rientrano nel campo dell’attività edilizia libera: - interventi di manutenzione ordinaria, interventi di installazione delle pompe di calore aria-aria di potenza termica utile nominale inferiore a 12 Kw e interventi che prevedono l’eliminazione di barriere architettoniche che non comportino la realizzazione di ascensori esterni o di manufatti che alterino la sagoma dell’edificio; - opere temporanee per attività di ricerca nel sottosuolo a carattere geognostico, ad esclusione di attività di ricerca di idrocarburi, e che siano eseguite in aree esterne al centro edificato; - movimenti di terra strettamente pertinenti all’esercizio dell’attività agricola e le pratiche agro-silvo-pastorali, compresi gli interventi su impianti idraulici agrari; - serre mobili stagionali, sprovviste di strutture in muratura, funzionali allo svolgimento dell’attività agricola; - opere di pavimentazione e di finitura di spazi esterni, anche per aree di sosta, che siano contenute entro l'indice di permeabilità, ove stabilito dallo strumento urbanistico comunale, compresa la realizzazione di intercapedini interamente interrate e non accessibili, vasche di raccolta delle acque, locali tombati; - pannelli solari e fotovoltaici, a servizio degli edifici, da realizzare al di fuori dei centri storici; - aree ludiche senza fini di lucro e gli elementi di arredo delle aree pertinenziali degli edifici. - opere dirette a soddisfare obiettive esigenze temporanee per cui è prevista la rimozione entro novanta giorni dal cessare della necessità per le quali è però necessario inoltrare una comunicazione di inizio lavori al Comune.

 

quali interventi sono soggetti al permesso di costruire, alla SCIA o alla CILA?

E’ necessario rivolgersi ad un tecnico per lo svolgimento dell’iter autorizzativo dei lavori in quanto si rendono indispensabili sia la figura del progettista che quella del direttore dei lavori in tutti i casi assoggettati alla Segnalazione Certificata di Inizio Attività (SCIA), alla richiesta del permesso di costruire (PdC) e a quelli assoggettati alla Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata (CILA). In particolare seguono l’iter previsto per la SCIA: - interventi di manutenzione straordinaria riguardanti le parti strutturali dell'edificio, interventi di restauro e di risanamento conservativo riguardanti le parti strutturali dell'edificio, interventi di ristrutturazione edilizia - varianti a permessi di costruire che non incidono sui parametri urbanistici e sulle volumetrie, che non modificano la destinazione d'uso e la categoria edilizia e che non alterano la sagoma degli edifici vincolati e varianti a permessi di costruire che non comportino una variazione essenziale, a condizione che siano conformi alle prescrizioni urbanistico-edilizie e attuate dopo l'acquisizione degli eventuali atti di assenso previsti dalla normativa sui vincoli paesaggistici, idrogeologici, ambientali, di tutela del patrimonio storico, artistico e archeologico e dalle altre normative di settore. - interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti o che, limitatamente agli immobili nei centri storici, comportino mutamenti della destinazione d’uso, nonché gli interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili sottoposti a vincoli - interventi di nuova costruzione o di ristrutturazione urbanistica qualora siano disciplinati da piani attuativi, o accordi negoziali aventi valore di piano attuativo, che contengano precise disposizioni plano-volumetriche, tipologiche, formali e costruttive; - interventi di nuova costruzione effettuati in diretta esecuzione di strumenti urbanistici generali recanti precise disposizioni plano-volumetriche E’ previsto il ricorso al PdC per: - interventi di nuova costruzione, interventi di ristrutturazione urbanistica e interventi di ristrutturazione edilizia che portino ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente e che comportino modifiche della volumetria complessiva degli edifici o dei prospetti o che, limitatamente agli immobili compresi nei centri storici, comportino mutamenti della destinazione d’uso, nonché interventi che comportino modificazioni della sagoma di immobili vincolati. Ricadono infine nell’ambito della CILA tutti gli interventi non compresi nell’elenco precedente  

 

 

come e quando posso variare la destinazione d'uso di una u.i.?

Per valutare la convenienza al cambio di destinazione di un immobile per prima cosa è necessario verificare che il Piano Regolatore consenta la variazione d'uso e che il Regolamento Condominiale non contenga norme che vietano specifiche destinazioni d’uso; il T.U. sull’Edilizia demanda infine alle regioni l’individuazione delle ipotesi di mutamento della destinazione d’uso assoggettate a permesso di costruire e a denuncia di inizio attività. Tutto ciò premesso si possono distinguere in linea generale due casi: se il mutamento di destinazione d’uso è funzionale e non comporta l’esecuzione di opere nè si sostanzia in un mutamento edilizio-urbanistico è possibile ottenerlo presentando una S.C.I.A. a firma di un tecnico abilitato all’ufficio tecnico del Comune di competenza (Legge del  30.07.2010 n. 122), mentre nel caso in cui sia necessario effettuare delle modifiche distributive o strutturali è necessario richiedere un permesso di costruire. 

 

 

quando posso recuperare un sottotetto a fini abitativi?  

Nel recupero degli spazi residenziali in solai e sottotetti, un’esigenza sempre più attuale, sicuramente risulta indispensabile perseguire precisi criteri progettuali ed esecutivi, definiti dal corretto approccio a volumetrie atipiche diverse dalle tradizionali abitazioni. In tal senso il ricorso ad un tecnico che sappia valutare la specificità delle situazioni diventa fondamentale anche perché saprà consigliarvi oltre che sulla fattibilità dell’intervento anche sulla sua compatibilità con il successivo rilascio dell’abitabilità da parte delle autorità competenti e sull’esistenza di normative e procedure specifiche per il vostro caso. In tal senso l’iter procedurale che il nostro studio è in grado di seguire è brevemente riassunto di seguito:

Dapprima vengono eseguite le verifiche preliminari che consistono nella valutazione di accessibilità ed altezze, nell’individuazione della struttura delle coperture e dell’ultimo solaio, nella verifica della presenza di camini e canne fumarie e d’esalazione oltrechè di eventuali servitù di passaggio.

Il successivo passo consiste nello studio degli aspetti tipologici cioè nella scelta della corretta distribuzione planimetrica anche attraverso l’ottimizzazione dei disimpegni, della collocazione e della tipologia più idonea delle aperture per l’illuminazione naturale; viene quindi affrontato il problema dell’utilizzo degli spazi non abitabili e della sicurezza contro le intrusioni dall’esterno.

Da non sottovalutare sono ovviamente gli aspetti tecnologico-costruttivi che consistono nella previsione di un’adeguata coibentazione, nella difesa contro le infiltrazioni d’acqua, nella scelta degli impianti di riscaldamento e raffrescamento, del trattamento delle esalazioni e di eventuali impianti in copertura; il tutto viene ottenuto anche attraverso l’utilizzo di materiali biocompatibili e coperture bioclimatiche.

Se abitare il sottotetto vuol dire innanzitutto avere a che fare con una nuova esperienza di vita, di fondamentale importanza è l’aspetto della percezione che deve favorire l’esistenza di prospettive laddove la forma degli spazi le rende di difficile realizzazione; lo stesso dicasi per l’arredamento e l’illuminazione che andranno studiati con particolare cura.

Dopo aver affrontato gli aspetti progettuali ha finalmente inizio il cantiere nel quale le varie fasi vengono seguite con professionalità e particolare attenzione agli aspetti più delicati.

 

quando è certificabile l'abitabilità per i soppalchi?

In caso di acquisto di un locale già soppalcato, bisogna verificare che l'abitabilità sia stata effettivamente certificata da una regolare pratica edilizia. Se invece si acquista pensando di poter soppalcare bisogna a priori verificare con l'aiuto di un progettista, che l'abitabilità secondo i parametri legali sia realmente conseguibile. L'altezza minima, al di sotto e al di sopra di un soppalco abitabile, non deve essere inferiore a 2,10 m. Rispettando queste misure, può essere soppalcato un terzo del locale preesistente. Se invece le altezze sono pari o superiori a 2,20 m può essere realizzato un soppalco pari alla metà della superficie preesistente. Il soppalco deve avere almeno un lato in affaccio, protetto da un parapetto di altezza non inferiore a 1,10 m. I rapporti aeroilluminanti devono essere adeguati al totale della superficie ottenuta dopo l'intervento. Va inoltre verificata la fattibilità dell'intervento in funzione dei nuovi carichi che andranno ad insistere sui solai esistenti. Queste indicazioni subiscono variazioni in funzione delle diverse disposizioni comunali e vanno quindi fatte tutte le verifiche necessarie.

 

quali sono agevolazioni fiscali sulle ristrutturazioni?

E’ possibile trovare tutti gli approfondimenti sul tema sulla guida dell’Agenzia delle Entrate “Ristrutturazioni edilizie” e "Riqualificazione Energetica".

 

quali sono agevolazioni fiscali sul risparmio energetico?

Sul sito dell’Enea dedicato all'efficienza energetica e in particolare agli incentivi fiscali è possibile trovare tutti gli approfondimenti in materia.   

 

 

quali autorizzazioni servono per installare un impianto fotovoltaico?

Le autorizzazioni necessarie per poter procedere all'installazione di un impianto fotovoltaico, negli ultimi anni, hanno fatto registrare un consistente ridimensionamento rispetto al recente passato ed è possibile installare impianti sui tetti dando una semplice comunicazione al proprio Comune. Per altre tipologie d'impianto e per le zone sottoposte a vincolo è necessario però fare attenzione facendo riferimento alle disposizioni delle amministrazioni competenti in quanto spesso esistono delle restrizioni. 

 

 

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